• Dino Conversano

Le perle dell'Iran

Aggiornato il: 4 dic 2018

Qom, la città sacra dell'Iran

Quando si parla di viaggi è molto facile farsi prendere dalla tentazione di categorizzare, di ragionare per compartimenti stagni. Viaggi del cuore possono esserlo un po’ tutti, quelli spirituali li limiteresti a santuari, tribù o comunità di asceti in villaggi lontani, se poi cerchi il trinomio sole-mare-divertimento al giorno d’oggi non puoi che crogiolarti nell’imbarazzo di una decisione spesso nemmeno all’altezza delle aspettative.

Durante la scelta del mio viaggio ottobrino del 2018 ero deciso a trovare una meta che scardinasse ogni regola a scatola chiusa, che mi permettesse di vedere la realtà con sempre crescente sorpresa, che travalicasse i luoghi comuni e le diffidenze. Ammetto che tutte queste esigenze nascevano da un periodo personale particolarmente travagliato, dopo la rottura di un rapporto sentimentale.

Questo per dire che la scelta dell’Iran non è stata casuale ed è stata fatta in totale autonomia e consapevolezza e che anche ora non saprei definire in una chiara categoria di viaggio.

Proprio così, l’Iran. E già immagino una parte di voi che storce il muso a sentire quel nome, altri le cui espressioni del viso denotano ansia e preoccupazioni, una piccola parte di indifferenti ed un’altra di curiosi ed entusiasti. Credo di non aver mai trovato una tale gamma di contrasti nelle reazioni delle persone care al sapere la destinazione di quel viaggio, contrasti che, manco a dirlo, è la parola che contraddistingue più di ogni altra questo angolo di mondo.

Partiamo dal presupposto che sono una persona capace di trovare soluzioni adeguate con un budget medio-basso (che è quello che mi ero prefissato per questa avventura). Viaggiavo solo, di conseguenza potevo adattare l’esperienza alle mie esigenze e volontà, per cui non è stato difficile mantenermi nel preventivo che mi ero prefissato per 8 giorni di tour tra le città sacre dell’Iran, con una spesa totale che non ha superato i 1.200 euro.

Ho volato con UIA (Ukraine International Airlines), compagnia di bandiera Ucraina che offre tariffe vantaggiosissime per raggiungere Teheran via Kiev. Il prezzo da pagare per una quota tanto irrisoria (180 euro a/r da Milano) è stato un lungo scalo di 12 ore nella capitale ucraina, cosa che ho saputo girare a mio vantaggio visitando quella città che ancora mancava nella mia lista. Due piccioni con una fava.

Sebbene viaggiassi da solo con uno zaino, non ho voluto del tutto affidarmi nelle mani del caso, spaventato non da eventuali pericoli ma dall’atavica allergia degli iraniani nei confronti di altre lingue che non siano il farsi, loro idioma nazionale. Cosi ho fatto affidamento ad un’agenzia giovane ma con tanta voglia di far bene e farsi conoscere, la PTA (Pars Tourist Tour), che appronta tour ed esperienze di diversi giorni in tutto il paese, guidati e no. Ho optato per un tour con autista nel centro dell’Iran, con hotel di 2-3 stelle, spartani ma puliti.


1° e 2° GIORNO: TEHERAN


Teheran vista dal ponte Tabiat

Il primo impatto è stato forse con la realtà meno iraniana di tutte, la capitale Teheran. Ammetto che la prima impressione è stata deludente: Teheran non aveva nulla di diverso da una caotica metropoli asiatica, sporca, maleodorante e “anarchica”. Se avete voglia di suicidarvi il traffico della capitale renderà tutto più facile: gli automobilisti sono la categoria più prepotente e non rispondono a nessuna regola. E d’altronde in tale giungla impazzita anche i pedoni devono fare di necessità virtù: attraversano ovunque meno che sulle rare strisce (che ovviamente non hanno nessuna utilità se non puramente estetica).

La mia prima visita è stata al complesso Sa’d Abad, alla periferia nord della capitale. Con un biglietto di 150.000 riad (ca. 3 €) avrete l’accesso allo sconfinato parco e alle due maggiori attrazioni, il Palazzo Bianco e il Palazzo Verde, sfarzose residenze degli shià qagiari realizzate agli inizi del XX sec. È un peccato non poter far foto in queste splendidi palazzi.


Il Museo Nazionale dell'Iran, Teheran

Poco male però, se considererete il complesso un semplice antipasto all’ancor più sorprendente palazzo Golestan. Questo insieme di palazzi disposti intorno ad un giardino in stile arabo, così come i principali monumenti di Teheran si trova localizzato nel sud della capitale e fu anch’esso realizzato sotto la dinastia qagiara a fine ‘800. La sala degli Specchi rappresenterà il culmine della vostra esperienza, un autentico horror vacui sublimato dal gioco di luci di un puzzle di tessere di specchi che domina l’intero ambiente (150.000 rial, ca. 3€).

Accanto al palazzo il Grand Bazar travolge i visitatori con i profumi delle spezie e il luccichio delle stoviglie in argento e rame.

Tra i musei non si può prescindere dal Museo Nazionale dell’Iran (500.000 rial, ca. 10 €), incentrato sui capolavori dell’antica Persia, e il Museo dei Gioielli (200.000 rial, ca. 4 €), vero e proprio vanto nazionale.


La Torre Azadi, Teheran

Infine non si può lasciare Teheran senza una visita a tre dei principali monumenti contemporanei: il Ponte Tabiat, ideale set scenografico per fantastiche foto panoramiche della città, la Torre Milad, una torre della tv alta 435 mt., e soprattutto la Torre Azadi, ovvero la Torre della Libertà, icona della repubblica islamica posta al centro di un’ampia rotatoria che solo se si è temerari abbastanza da sfidare il tremendo traffico si può raggiungere.


3° e 4° GIORNO: SHIRAZ


La Moschea Rosa, Shiraz

Grazie ad un volo interno operato da Mahan Air e costato appena 70 € ho raggiunto Shiraz nel sud del paese. Celebrata come una delle antiche capitali iraniane insieme a Isfahan, Shiraz vi sembrerà tutt’altra cosa rispetto a Teheran. Sonnacchiosa, nobile, austera, Shiraz pare un’oasi di pace, una gemma di incalcolabile bellezza. La prima cosa che risalta nel centro storico è l’Arg-e Karik Khan, la maestosa fortezza che può vantare anche una torre pendente sul lato orientale (200.000 rial, 4€).

Arg-e Karik Khan, Shiraz

Da lì a piedi avete tutto o quasi a portata di mano. Muovendovi in direzione sud-est troverete la Moschea Vakil (150.000 rial, corrispondenti a ca. 3€, con le terme e il bazar adiacenti), che affaccia su una piazza piena di locali dove prendere gustosi tè al tramonto, il Narajenstan (200.000 rial, 4€), giardino con alberi d’arancio circondato da palazzi abbelliti da maioliche e giochi di specchi, e soprattutto la Moschea Rosa (Masjed-e Nasir-al-Molk, 150.000 rial, ca. 3€), dai caratteristici colori, e l’Aramgah-e Shah-e Cheragh.

Interno del Aramgah-e Shah-e Cheragh, Shiraz

Quest’ultimo è un mausoleo alla cui piazza si accede liberamente ma l’entrata all’area sacra è rivolta esclusivamente alle persone di fede musulmana; se tuttavia avrete la fortuna, come me, di accedervi sarete di fronte al più spettacolare e sfarzoso esempio di arte persiana del tardo periodo qagiaro (XIX sec.), un’autentica esplosione di luce e colori derivante dai mosaici di specchi e d’oro che ricoprono ogni singolo centimetro dell’edificio. Le riprese non sono consentite.

Se proprio non vi è consentito accedere, una valida alternativa è il Mausoleo di Hafez (200.000 rial, ca. 4 €), a nord del fiume, una copia in miniatura dello Shah-e Cheragh.


Ingresso alle rovine di Persepoli

Shiraz è anche il punto di partenza per visitare le rovine dell’antica Persepoli (200.000 rial, ca. 4 €) e le necropoli, a circa un’ora di macchina. Il mio consiglio è di noleggiare per soli 3000.000 rial (6€) gli occhiali per la realtà virtuale VR, attraverso i quali potrete scoprire come doveva risultare la città nei tempi del suo massimo splendore.



5° e 6° GIORNO: ISFAHAN

Imam Square, Isfahan

In auto da Shiraz a Isfahan ci si impiega almeno 6 ore, ma vorrete fermarvi più volte lungo il cammino, quindi i tempi si allungheranno. D’altronde non c’è modo migliore di questo per godervi panorami mozzafiato, distese brulle e aride interrotte solo da catene montuose che ora appaiono color ocra, ora grigie, ora rosse. Dopo uno stop di rito a Pasargade per ammirare la Tomba di Ciro il Grande (200.000 riad, 4€), vi consiglio caldamente di fermarvi lungo la strada in una delle tante cittadelle d’argilla abbandonate per immortalarle nei loro riflessi ocra e cremisi.

Anche Isfahan è città moderna e piena di vita con un cuore storico incantevole. Ed anche Isfahan è stata antica capitale iraniana durante il periodo safavide (XVI sec.).

Punto di incontro di locali è turisti è senz’ombra di dubbio l’Imam Square (Naqsh-e Jahan), una delle piazze più grandi al mondo sulla quale si affacciano: il palazzo di Ali Qapu (200.000 rial, ca. 4 €), la Moschea dello Sceicco Loftollah (200.000 rial, ca. 4 €) e, prima fra tutte, l’imponente Moschea dello Scià (Masjed-e Shah, 200.000 rial, ca. 4 €), dall’austero portale e la selva di colonne rivestite in maioliche dorate e azzurre. Da lì si dispiega il bazar, un groviglio di tunnel con i quali si può letteralmente attraversare la città senza mai uscire alla luce del sole.

I colori del Bazar di Isfahan

E proprio tramite il bazar la mia guida mi ha condotto al più grande luogo di culto della città, la Moschea del Venerdì (Masjed-e Jameh, 200.000 rial, ca. 4 €), vero e proprio museo di arte islamica sito a nord est del centro.

Rimanendo nell’ambito delle costruzioni private, uscendo ad ovest della piazza dell’Imam risalta il Palazzo Chehel Sotun (200.000 rial, ca. 4 €), padiglione di svago di epoca achemenide (XVII sec.) arricchito da affeschi e circondato da un fresco e rigoglioso giardino.

Se vi resta del tempo, attraversate il celebre ponte Si-o Seh Pol (affascinante è visitarlo illuminato di notte) per dirigervi a sud verso il quartiere armeno con l’unica cattedrale cattolica della città, la Chiesa di Vank (200.000 rial, ca. 4 €).

Si-o Seh Pol, Isfahan

Nel museo armeno, tra le altre testimonianze del genocidio sofferto dalla comunità, si trova come curiosità anche un capello di ragazza su cui è stata incisa negli anni ’70 una frase in lingua armena.



7° e 8° GIORNO: KASHAN


Donne di Abyaneh

Risalendo verso Teheran, tappe brevi ma consigliate sono Natanz, una cittadina con un paio di interessanti moschee, e soprattuto Abyaneh, un villaggio medo che sorprende i visitatori con le sue caratteristiche case d’argilla rossa e le donne che vestono abiti tradizionali dai colori sgargianti.

Palazzo di Kashan

Arrivati a Kashan, con un unico biglietto integrato di 150.000 rial (3€) è possibile visitare alcuni dei più bei palazzi privati appartenuti a ricchi mercanti del posto come il palazzo di Boroujerdi, di Tabatabaei e di Abbasian. Qui, nel ristorante tipico al suo interno, consiglio di provare la carne di cammello servita su un letto di melanzane al sugo rosso.


Infine, sulla strada per la capitale, ultima tappa ma non in ordine di importanza è Qom, una delle città sante dell’Iran, dove la devozione dei fedeli si respira in ogni angolo. Il santuario Hazrat-e Masumeh risalta nella sua magnificienza con le cupole e gli iwan ricoperti di lamine d’oro. L’accesso all’interno del luogo di culto è proibito ai non musulmani e l’esterno può essere visitato solo tramite l’ausilio di una guida locale che, in inglese, fornisce tutte le informazioni storiche sul santuario con un breve ma interessante giro di una mezz’oretta.


IL CIBO


Kabab Iraniano

La cucina iraniana è per la maggior parte a base di carne. Il kabab non è come quello a cui siamo abituati in occidente, ma è succulenta carne cotta alla griglia ed accompagnata da riso e verdure. Il riso può anche essere servito come tahdig, che altro non è che la crosta di riso bruciato che rimane attaccato alla pentola ma che è davvero gustoso. Il dizi poi, è sicuramente il piatto più originale, una “poltiglia” di carne, ceci, pane e brodo che dovrete pestare con un mortaio prima di portarla alla bocca.

Tahdig

A Kashan poi non dimenticate di provare la tenera e succulenta carne di cammello, servita su un letto di melanzane in brodo.

Nonostante in Iran non si trovino brand americani, Coca-Cola e Pepsi sono disponibili in tutti i ristoranti, anche se i locali preferiscono rinfrescarsi con il mast, il loro yogurt fresco e salato che utilizzano come bevanda durante tutto il giorno.

Faloodeh

Infine, per quanto riguarda i dessert, non scordate di provare il faloodeh, un dolce fatto di filamenti ghiacciati di zucchero immersi in sciroppi di vari gusti (tra cui, il più popolare, lo zafferano!).







In conclusione, l’Iran è un paese unico, con una storia millenaria e un passato di incroci di culture e religioni differenti. Un paese dai forti contrasti che va affrontato e capito senza pregiudizi, perché voi senza pregiudizi sarete accolti dalla sua gente. Direi che più delle moschee o dei panorami brulli e incontaminati, tornerete in Europa con il ricordo della gente, del loro sorriso e della loro atavica ospitalità: parlate con la gente, lasciatevi commuovere dalla loro incredulità nel non capire come mai vengano così odiati e visti con sospetto in occidente. "Non siamo terroristi" vi ripeteranno. Lo capirete anche voi quando vi sentirete trattati come alcuni di famiglia. Perché l'ospite in Iran è sacro.

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